Studenti startupper: JETn ci spiega come fare

 

 

Lo scorso 29 maggio si è svolto l’evento Tra il dire e il fare Startup, evento organizzato da JeTn sul  rapporto tra Junior Enterprise, cultura universitaria e il mondo delle startup.

Sono molti gli studenti che, finiti gli anni della formazione universitaria, aspirano ad entrare nel nuovissimo, esaltante mercato di queste piccole imprese unite dal grande potenziale creativo ed innovativo. Startupper si nasce: sei uno startupper se non sai stare fermo, se cerchi sempre di spingerti un po’ più avanti, se ti piace quel senso di sfida che solo le difficoltà sanno dare.

 Servono però anche altri requisiti, se vuoi creare una start up davvero di successo. E purtroppo, questo è il primo ostacolo che troverai nel realizzare i tuoi progetti.

Sto parlando di un set di competenze, di capacità e di soft skill che non sempre la cultura universitaria riesce a dare. Questo è un po’ il dramma di tutti gli aspiranti startupper: startupper si nasce, bravi startupper si diventa.

Da questo punto di vista, il mondo delle Junior Enterprise e quello delle startup hanno sempre avuto un rapporto particolare. Le Junior Enterprise, associazioni studentesche organizzate come delle vere aziende di consulenza, sono il contesto che più di ogni altro fornisce i requisiti per imparare a creare una startup.

L’evento organizzato da JeTn, al quale hanno partecipato docenti dell’Università di Trento e numerosi studenti, risponde esattamente alla domanda che molti si fanno: cosa c’è da sapere per fondare una startup? Se sei interessato a questo mondo e non hai potuto assistere a Tra dire e il fare Startup, continua a leggere: questo articolo potrà tornarti utile!

 

Una formazione per startupper

 

 Tra dire e il fare Startup è stato organizzato come un vero e proprio corso di formazione per chi aspira a fondare la propria startup. I vari interventi che si sono susseguiti hanno illustrato tutti gli aspetti su cui dovresti investire se un domani ti vedi come startupper.

Il primo è: fare pratica, sviluppare delle competenze operative da usare nel mondo del lavoro. Il prof. Zona, responsabile del corso di Laurea Magistrale in Management, ha spiegato come tutte le esperienze che facciamo durante gli anni dell’università, come il far parte di una Junior Enterprise, siano davvero una marcia in più per entrare nel mondo del lavoro a testa alta.

Le aziende apprezzano la cultura e la formazione, naturalmente; tuttavia apprezzano sempre di più  il vedere dei candidati che hanno voglia di mettersi in gioco sin da subito, e che in questo modo hanno già messo da parte un bel po’ di capacita acquisite direttamente sul campo. A maggior ragione, se vuoi essere il capo di te stesso fondando la tua startup, il desiderio di imparare dall’esperienza non deve mancarti mai.

Il secondo, non meno importante: sapere come fare un business model. Imparare a padroneggiare alcuni strumenti per organizzare le proprie idee di business, come il business model canvas, ti aiuterà ad avviare la tua startup nel modo migliore. Le tecniche per utilizzare in modo efficace questi strumenti sono state spiegate dal prof. Nucciarelli, docente di Innovation Management.

Il terzo: avere sempre dei buoni esempi di startup da prendere come modello. Per i partecipanti a Tra il dire e il fare Startup Gianluca Segato, cofondatore di Uniwhere, ha portato la propria testimonianza. Uniwhere è una startup attiva nel settore digital, che consente di collegare tra di loro gli studenti universitari per scambiarsi informazioni, consigli e – cosa che non dovrebbe mancare mai – supporto nella vita universitaria di tutti i giorni. Un brillante caso di startup che ha saputo intercettare un bisogno, trasformandosi in una piattaforma che oggi ha più di 110 mila utenti.

Infine, il quarto aspetto: ancora pratica. Già, di nuovo: non se ne fa mai abbastanza. Per questo, i partecipanti all’evento hanno utilizzato le conoscenze acquisite durante la giornata per affrontare un caso pratico proposto da Gianluca Segato e relativo alla realtà quotidiana di Uniwhere. Quale modo migliore per imparare a gestire una startup, che fare una breve esperienza a contatto con una realtà che è riuscita a crescere e consolidarsi?

 

Perché non far partire l’innovazione dalle Università?

 

 Tra il dire e il fare Startup è stato sicuramente un successo. Il presidente di JeTn Giovanni Vancheri, con cui ho avuto modo di scambiare qualche parola sull’evento, non ha mancato di sottolineare la sua soddisfazione per la buona riuscita dell’incontro. Non solo sul versante strettamente organizzativo – il che non sarebbe comunque poco! – ma soprattutto per il significato che eventi come questo hanno per gli studenti.

“Mi ha fatto davvero molto piacere”, dice Vancheri, “notare che gli studenti del nostro ateneo credano nella nostra mission e che siano disposti a mettersi in gioco per imparare qualcosa di nuovo. Anche il supporto dei docenti è stato fondamentale e per questo colgo l’occasione di ringraziarli nuovamente; spero che anche grazie al loro appoggio JeTN possa affermarsi sempre di più a Trento per diventare un’eccellenza del territorio.”

Il che mi fa venire spontanea una riflessione. Tutti noi, come studenti universitari, dovremmo essere un po’ startupper.

Dovremmo pensare alla nostra formazione come ad un progetto innovativo, qualcosa che non si sia mai visto prima ma che, proprio per questo, ha un enorme valore aggiunto. Il valore aggiunto delle nuove idee, che aprono sempre a nuove possibilità.

Proprio per questo, un evento come Tra il dire e il fare Startup non dovrebbe rimanere un caso isolato. Gli studenti vogliono sentir parlare di innovazione, ma come sempre succede, sono le realtà più nuove, le startup, ad essere anche le più innovative. L’innovazione è qualcosa che spetta all’iniziativa di noi studenti. E dovrebbe partire dalle università, che meglio di ogni altro contesto permettono di mettere in contatto talenti diversi e tutti proiettati verso il futuro.
Se poi il tuo obiettivo è quello di diventare effettivamente uno startupper, partirai ancora più avvantaggiato.

 

 

Il ruolo delle Junior Enterprise

 

Le opportunità di portare l’innovazione nel mondo delle università sono tante, e sta a ciascuno di noi crearne sempre di diverse. In quanto membri del network delle Junior Enterprise, noi siamo ben contenti di rappresentare un’opportunità tra le più affermate a livello mondiale.

Le Junior Enterprise, che sono una realtà nuova e proprio per questo in forte crescita nel panorama italiano, sono una vera e propria palestra per le idee innovative. Come il mondo delle startup, anche quello delle Junior si basa sulla sua capacità di rinnovarsi e di creare sempre qualcosa di nuovo. Senza questo continuo spirito di innovazione, non avrebbero ragione di esistere.

Chiudo quindi ringraziando JeTn per aver dato un perfetto esempio di cosa significhi voler portare l’innovazione nelle università: organizzare un incontro utile per tutti quegli studenti che sono interessati al mondo delle startup, e che da adesso potranno sicuramente contare su validi strumenti per portare avanti i propri progetti.

Se sei uno studente e, in futuro, vuoi fondare la tua startup, noi la pensiamo come te. Continua a seguirci per rimanere aggiornato sul network delle Junior Enterprise!

 

 

#WeAreJADEItalia

Carlo De Nicola, 23 anni. Lavoro nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016, dopo una laurea triennale in Lettere Classiche. Sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.