Junior Enterprise

Cosa dicono delle Junior Enterprise gli eventi di quest’anno

Per le Junior Enterprise l’anno di attività 2016/2017 è ormai in chiusura e, quando qualcosa finisce, è buona abitudine ripercorrerla da capo per tirare le somme.

Gli esploratori piantavano una bandiera nella loro meta più estrema: quella bandiera indicava il punto più lontano che erano riusciti a raggiungere. Mi piace quindi pensare a questo articolo come al piantare una bandiera nel punto che abbiamo raggiunto, con gli eventi del nostro network, quest’anno. E pensare che l’anno prossimo, possibilmente, pianteremo una bandiera ancora più lontana.

Del resto, sono assolutamente convinto che gli eventi meritino un’attenzione particolare. Gli eventi e i meeting sono i momenti in cui ci presentiamo alle aziende e all’esterno come un movimento coeso, e per forza di cose dicono qualcosa di noi.

 

Il JIOM: quanto valgono le idee concrete

La prima bandiera che abbiamo piantato quest’anno è stata il JIOM 2016, ospitato da JEst dal 7 al 9 ottobre. Tema: l’economia delle idee. Come dice il PM Leonardo Tosetto, il titolo del meeting era pensato per “evidenziare il fatto che l’imprenditorialità non è avere un’idea rivoluzionaria, ma realizzare qualcosa di rivoluzionario, cioè concretizzare l’idea.”

È un concetto a me personalmente molto caro, forse perché tutto ciò che ho sempre studiato, dalla letteratura, alla storia, alla filosofia, alla comunicazione politica e d’impresa, ha a che fare con la potenza delle idee. Le idee che muovono le persone, che danno una forma al mondo in cui viviamo. Nel mondo delle aziende parlare di vision o di imprenditorialità rischia di dar luogo a una retorica piena di stereotipi; l’antidoto è parlare di idee concrete, di idee che hanno saputo effettivamente costruire qualcosa.
I relatori – Armido Marana, Enrico Contiero, Alberto Gerli, Matteo Ceola e Davide Baù – erano tutti appartenenti al mondo dell’imprenditoria locale, e hanno portato la testimonianza di come hanno realizzato, nel proprio contesto, un’idea imprenditoriale, chi alla luce di anni di esperienza, chi in una fase relativamente iniziale del proprio progetto.

Ad un’idea sbagliata e idealizzata dell’imprenditoria si risponde con la volontà di creare qualcosa di solido, e proprio per questo in grado di rispondere ai bisogni della società.

 

Il network e l’assemblea nazionale delle Junior Enterprise

Il Network Day è stato la seconda tappa di quest’anno. È probabilmente l’evento che più di tutti si avvicina a un vero e proprio meeting aziendale: è un’occasione, infatti, sia di formazione che di aggiornamento interno, grazie alla presenza dell’assemblea generale di JADE Italia.

Come di consueto, il Network Day di quest’anno è stato organizzato da JECoMM, la Junior Enterprise dell’Università degli Studi di Milano. Motivo di particolare soddisfazione, come dice la PM Marta Poggi, è stato il trend della partecipazione, in netta crescita rispetto agli anni precedenti.

I protagonisti della giornata sono stati tre relatori, di cui due provenienti direttamente dal mondo delle Junior Enterprise: Simone Lanzafame, ex Responsabile Comunicazione di JADE Italia che ha tenuto una formazione sul content marketing, e Alfredo Chiaro, fondatore di JECoMM e Advertising Account Executive in Amazon, che ha tenuto un intervento sull’e-commerce inteso come parte fondamentale del processo di digitalizzazione dell’economia.

Terzo ed ultimo relatore, Alessandro Augusto, membro di AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti), ha offerto ai Junior Entrepreneur uno sguardo sulla professione del coach: una professione basata non sull’offrire formule “motivazionali” standard, ma sul trovare la strada specifica di ciascuno.

Se proviamo a pensarci, non è un concetto dalla nostra vision come movimento delle Junior Enterprise. Penso che il maggiore vantaggio di questa nostra forma “mista” tra associazioni studentesche ed aziende di consulenza sia la grande flessibilità che possiamo usare nel lavoro. Nessun profilo standardizzato, nessuna rigida ripartizione delle attività. Ognuno è libero di inventarsi, proporre un punto di vista diverso e, non da ultimo, offrire le proprie conoscenzae al network, come dimostrano le altre formazioni del network day.

 

Il JIMM: la via digitale al business

Di economia digitale parla il JIMM, intitolato, per l’occasione, The digital way of business.

Con Assolombarda come main sponsor e relatori dal mondo delle aziende e dell’imprenditoria, quali Mattia Macellari, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, Maurizio Pimpinella, Presidente di APSP – Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, Laura Brannetti e Alessandro Pessina di PwC, Stefanie Messner di Vodafone, Riadi Piacentini di Area Start-Up,  Denny Nasato di Easy Feel, il meeting si è preposto lo scopo di fornire ai partecipanti alcuni strumenti per capire i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e dell’economia in generale.

Ma c’è un’altra “faccia” del JIMM che non merita meno attenzione, e che fa di questa terza tappa dell’anno un momento di particolare valore.

Il JIMM di quest’anno celebra i 25 anni del concetto di Junior Enterprise in Italia. Mi piace pensare a questa tappa come a una doppia svolta: 25 anni di Junior Enterprise in Italia, ma anche una preparazione a prendere parte ad è un cambiamento epocale, paragonabile alle rivoluzioni industriali (tant’è vero che si parla di rivoluzione digitale).

Come ho scritto da un’altra parte, la via digitale al business è decisamente la nostra. Il mondo in digitale è il mondo in cui coglieremo i frutti dei talenti che stiamo coltivando oggi. E mi viene da pensare: quale cambiamento altrettanto epocale potrà accompagnare i prossimi 25 delle Junior Enterprise italiane? E intanto piantiamo qui la bandiera di un’altra tappa raggiunta, preparandoci sempre più e meglio ad affrontare il nostro futuro.

 

Siamo fieri delle nostre Junior Enterprise (e abbiamo ottimi motivi per esserlo)

Ci sono stati molti altri eventi quest’anno, organizzati da singole Junior, che vanno oltre il “calendario standard” degli eventi del network: segnalo, ad esempio, Becoming manager, evento organizzato annualmente per ormai 13 edizioni da JEst, il Wearable Tech Torino di JEToP, i Business Game di JELIUC e Jebe Sant’Anna, il Convegno Impresa e Digitale di JELIUC, e l’evento Tra il dire e il fare startup di JeTN.

Cito, infine, l’SJC 2017 , che, pur non essendo in sé un evento del network italiano, è stata organizzata dalla prima Junior Enterprise nata in Italia, JEME.

Ma, tornando alla domanda con cui avevo aperto l’articolo: cosa ci dicono di noi questi eventi? Dove siamo arrivati quest’anno?

Pensiamo, per esempio, ai nostri relatori. Sono di estrazione piuttosto diversa: alcuni sono membri o alumni del nostro network, alcuni sono imprenditori, alcuni startupper, altri professionisti in grandi aziende. Tutti rispecchiano il nostro desiderio di sottoporci a stimoli vari, e per questo, più ricchi. Gli startupper ci insegnano la nuova imprenditoria, gli alumni il valore di quello che facciamo come Junior Entrepreneur, i professionisti come funziona il mondo del lavoro.

Oppure, pensiamo ai temi: scambio di conoscenze, di idee, di storie che possiamo prendere  a modello, ma anche apprendimento di competenze che altrimenti acquisiremmo solo tra qualche anno.

Ciascuno di questi aspetti fa parte di un panorama completo che, dal punto in cui siamo arrivati quest’anno come movimento e in cui possiamo, come dicevo all’inizio, piantare una bandiera, riusciamo a scrutare sempre più in lontananza. Questo panorama è il nostro futuro.

Non possiamo vederlo meglio di così se non dopo aver completato gli studi ed essere entrati definitivamente nel mondo del lavoro: di sicuro, avremo ancora molto da imparare e molte idee da chiarirci.

Ma, e questo è ciò che mi sembra più importante, desideriamo pur sempre vedere qualcosa in più, perché non ci si può e non ci si deve accontentare. Non alla nostra età, non in un mondo che cambia così velocemente, che crea, che elimina e che trasforma le opportunità a dei ritmi prima impensabili.

Penso, quindi, che abbiamo buoni motivi per essere orgogliosi del lavoro fatto quest’anno. E qualcosa mi dice che, l’anno prossimo, pianteremo veramente la bandiera ancora più lontano.

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.