Junior Enterprise

5 PAROLE PER RACCONTARE AGLI STUDENTI LE JUNIOR ENTERPRISE

 

Nanni Moretti diceva che “le parole sono importanti”, e che “chi parla male pensa e vive male”: un’idea, quest’ultima, che la vita non è mai riuscita a togliermi. Ne consegue che usare al meglio le parole ci fa stare meglio. Ecco perché sono importanti.

Nel nostro caso, le Junior Enterprise, le parole che usiamo più spesso ci raccontano all’esterno. Chi vuole far parte di una Junior, o magari chi vuole fondarne una in un’Università che ancora ne sia sprovvista, capisce se questo microcosmo faccia al caso suo sulla base di quello che traspare all’esterno.

Non è mia intenzione parlare del nostro marketing – l’estate, in un certo senso, è fatta per divagare. Preferisco piuttosto pensare questo articolo come se stessi raccontando una storia a qualcuno che non ha mai sentito parlare delle Junior Enterprise.

Come per tracciare un ritratto di ciò che sono le Junior Enterprise partendo da 5 parole che usiamo spesso.

 

1) CRESCITA

Penso sia la parola più importante: del resto, il motto del network europeo è proprio #TogetherWeGrow. È il nostro obbiettivo ultimo – crescere, personalmente e professionalmente, come siamo soliti dire.

È d’altra parte la cosa che più di tutte promettiamo a chi si rapporta per la prima volta al nostro network o che sta iniziando a raccogliere le prime informazioni per fondare una nuova Junior. Promettiamo che questa esperienza ti farà crescere.

Si dice che il passo fondamentale per crescere sia uscire dalla propria comfort zone. È vero. Però devo ammettere di non amare particolarmente il lessico del management: soprattutto perché mi sembra che, in questo caso, non venga abbastanza valorizzato un aspetto importante.

Mi spiego. Solo nelle “grandi prove” della vita ci rendiamo conto di stare effettivamente mettendo in discussione tutte le nostre certezze (uscendo con decisione dalla nostra comfort zone). Il più delle volte, invece, si tratta di un processo graduale. Qualcosa che, ed è questo l’importante, possiamo capire solo guardandoci indietro.

Immaginate di visitare dopo anni un luogo del vostro passato: avremo davanti un ambiente diverso, e saremo del resto anche noi persone diverse. Un ambiente diverso nello stesso luogo, una persona diversa nell’arco della stessa vita.

Quello che vale per la crescita “anagrafica” vale anche nella crescita professionale: fare cose che mai avremmo pensato di saper fare, essendo, senza essercene accorti, diventati persone diverse. L’unico modo per arrivare a questo risultato è fare dei passi apparentemente piccoli ma che, uno dopo l’altro, portano lontano.

Direi che, come Junior Enterprise, siamo perfettamente all’altezza di porci questo obbiettivo.

 

2) PROATTIVITÀ

Un’altra parola che usiamo spesso è proattività: sul dizionario, vuol dire grosso modo anticipare le situazioni future prendendo iniziative. È un comportamento che ci distingue, e a cui teniamo molto. Esso nasce, per come la vedo io, in parte da una necessità: dato che le Junior Enterprise sono associazioni studentesche organizzate come delle imprese, e non delle vere e proprie aziende, per noi è fondamentale mantenere un approccio flessibile a quello che facciamo, sempre aperti alla possibilità di un’innovazione futura.

C’è però un altro aspetto, che è, per così dire, il mio preferito. Ho talvolta sentito usare il termine  “proattività” come se essa fosse in sé un valore. Direi piuttosto che sia l’effetto di un valore, di quel misto tra ambizione e curiosità che porta le persone a non accontentarsi e a voler attivamente anticipare quello che pensano sarà il proprio futuro. Dal canto loro, l’ambizione e la curiosità nascono, come molte cose, dal peso di una mancanza.

Penso che questa mancanza consista nel desiderio di alcune persone di sperimentarsi, mettere alla prova le proprie capacità, vedere, per così dire, quanta strada possano sostenere  sulle proprie gambe. Il che richiede allo stesso tempo l’ansia di non sapere, e l’entusiasmo di voler provare. È una caratteristica, credo, che nessuna categoria di persone possa rappresentare meglio degli studenti universitari: abbastanza proiettati al proprio futuro da volersi mettere alla prova, ma non ancora del tutto inseriti nel mondo del lavoro.

Questo è il carburante di tutto il lavoro nelle Junior Enterprise.

 

3) TALENTI

La parola talento in origine indicava un’unità di misura del peso (specie in riferimento al peso delle monete usate per gli scambi commerciali). È con la famosa parabola evangelica dei talenti e dei servi che la parola ha acquisito l’accezione con cui la usiamo adesso: le capacità personali che contraddistinguono una persona.

Volendo però mantenere fede all’originario significato “economico” della parola talento, direi che i nostri talenti sono il capitale che abbiamo a disposizione per crescere. Qualunque cosa intraprendiamo, lo facciamo portandoci appresso una borsa con tutti i nostri talenti. Possiamo tenerli nascosti, o investirli per averne ancora di più.

Naturalmente, se non fossimo persone che hanno preferito la seconda opzione non avrebbe senso far parte di una Junior Enterprise, o – a maggior ragione – aver speso tempo, energie e talenti per farne nascere una. Ma i talenti non si esauriscono: più se ne spendono, più ritornano: e così, la scelta migliore rimane sempre quella di investirli.

Ogni volta che partecipi ad un progetto in una Junior ti senti come se stessi davvero stanziando un budget di investimento su un aspetto del tuo curriculum professionale. Spesso diciamo che il concetto di imprenditorialità è fondamentale nello spirito delle Junior Enterprise. È effettivamente così: quando fai parte di questa realtà, ti trovi ad essere il primo investitore su te stesso.

Non è certo un caso, se l’ultimo meeting del nostro network si intitolava proprio così: Today’s talents, Tomorrow’s leaders.

 

4) INNOVAZIONE

Infine, la quarta parola importante per le Junior Enterprise è innovazione. Cos’è per noi l’innovazione?

Molte cose possono essere innovative. È un’innovazione una nuova tecnologia, o un nuovo modo di usare una tecnologia che già esiste, o anche un’idea diversa per organizzare il lavoro che porta a nuovi, e migliori, risultati. Anche l’innovazione, però, nasce dal desiderio di fare qualcosa che la situazione attuale non permette di fare.

Perché consideriamo innovazione è una delle nostre “parole portanti”? Per due motivi.

Il primo, è che noi facciamo questa esperienza oggi, in preparazione al nostro lavoro di domani. Tutti i cambiamenti che oggi sono in atto (per esempio, la crescente digitalizzazione dell’economia e del lavoro) saranno il contesto in cui ci troveremo a lavorare. L’innovazione e il cambiamento vanno capiti prima, per “giocare in casa” quando saremo nel mondo del lavoro.

Il secondo motivo, è che le Junior Enterprise stesse rappresentano qualcosa di innovativo. Un modo completamente innovativo di intendere la formazione universitaria, di mettere in pratica le competenze professionalizzanti che impariamo in teoria, via via che andiamo avanti nel nostro percorso accademico.

In questo modo, le conoscenze derivate dallo studio permettono di dedicarsi alla pratica con serietà e cognizione di causa, e la pratica permette di capire meglio le cose che vengono studiate in teoria, proprio perché le cala nel contesto concreto della loro utilizzabilità.

Una combinazione che, come spesso si è sentito auspicare, allinea l’Italia ai trend del resto dell’Europa e del mondo.

 

5) NETWORK

Il network è una cosa fondamentale per noi: è costituito da tutte le Junior Enterprise in Italia ed Europa. Anche se di network ho già parlato di recente, c’è in questo caso un aspetto specifico che mi preme sottolineare.

JADE Italia, infatti, si occupa da sempre di tenere aperte le porte del network. Pensiamo che tutti gli studenti possano rivedersi nei nostri principi fondamentali, che sono poi quelli di cui ho parlato finora: crediamo che tutti gli studenti, infatti, vogliano migliorarsi, prepararsi al mondo del lavoro, chiedere qualcosa di più dalla loro esperienza universitaria.

Parlare della nostra attività non avrebbe d’altro canto senso, se non fossimo assolutamente sicuri di star lavorando nell’interesse di tutti gli studenti che hanno voglia di fare. Non è una questione di marketing, è l’idea che facendo crescere il nostro network, cresceremo tutti. Cresceranno le Junior che esistono già, perché si potranno confrontare con nuovi talenti da tutta Italia.

Cresceranno, soprattutto, le opportunità formative presenti nelle Università italiane, quando ognuna di esse ospiterà una Junior Enterprise. Dopotutto, è proprio dalle università che inizia il futuro.

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.