PROPOSITO DI SETTEMBRE: ENTRARE IN UNA JUNIOR ENTERPRISE

Siamo alla fine dell’estate. La luce dorata degli ultimi strascichi di agosto illumina le righe semisottolineate dei libri da studiare per la prossima sessione d’esame. Cari amici, questi sono i giorni in cui si ricomincia.

Vi ho messo abbastanza ansia? Bene; ciò vuol dire che da adesso in poi non potrà che andare meglio.

Come dicevo, si ricomincia. È il periodo dei buoni propositi – per intenderci, dei vari “stavolta non perdo tempo”. Sì, sappiamo tutti che non sarà così, è più un piccolo rituale per iniziare col piede giusto. Credo però che qualche buon proposito che sia davvero realizzabile sia il caso di averlo. E che un buon proposito perfettamente realizzabile per il prossimo anno possa essere proprio fare qualche esperienza professionalizzante.

Ovvero: perché non provare ad entrare in una Junior Enterprise?

 

PERCHÉ PUÒ ESSERE UTILE ENTRARE IN UNA JUNIOR ENTERPRISE?

Una Junior Enterprise – lo dico perché si sa, repetita iuvant – è un’Associazione Studentesca strutturata come un’azienda di consulenza. E la consulenza d’impresa è il settore professionale che dà lavoro al maggior numero di competenze: legali, commerciali, gestionali, di marketing, informatiche, e così via. Per capirci: i consulenti sono quelli che vengono chiamati quando l’azienda ha bisogno di un servizio particolare.

Lo dico perché se mi chiedessero quale sia il punto forte delle Junior Enterprise, risponderei: il fatto che c’è potenzialmente spazio per qualunque tipo di profilo. Sei particolarmente bravo in qualcosa? Bene, puoi provare a trasformarla in una competenza di livello professionale. Non sei sicuro di avere una carta segreta con cui presentarti nel mondo del lavoro? Va bene lo stesso, siamo qui per imparare. E comunque, per esperienza, abbiamo tutti una carta segreta.

Il punto è esattamente questo: quando finiremo l’università dovremo trovarci un lavoro in base a quello che in questi cinque anni abbiamo imparato a fare. Ora che siamo studenti, invece, possiamo scegliere di  mettere da parte qualche esperienza, in vista del nostro lavoro futuro.

Chiamiamolo un investimento su noi stessi.

 

SULLA SOGLIA DEL PROPRIO FUTURO

Bisogna però tenere presente una cosa, senza la quale non si capisce perché sono nate le Junior Enterprise.

Nella situazione storica in cui ci troviamo c’è una contraddizione. Ovvero: il mercato del lavoro è allo stesso tempo estremamente dinamico e, nel sentire comune, poco accessibile. Di solito si parla di queste cose in termini astratti (“lo Stato dovrebbe…”, “il lavoro non c’è…”, “il lavoro c’è ma…”). Eppure la contraddizione esiste, è reale, e soprattutto ci riguarda molto da vicino.

Il punto è che proprio quando sembra che non si capisca più niente, si innesca il desiderio di mettersi in gioco, di diventare, come scriveva Pico della Mirandola, artefici della propria fortuna.

In effetti, non possiamo né sapere da adesso quale sarà il nostro lavoro futuro, perché il mercato del lavoro cambia velocemente, né rassegnarci al non trovare un lavoro che ci soddisfi, perché significherebbe fermarsi. Questo ha creato, in alcuni gruppi di studenti, una crescente voglia di mettersi alla prova, o come dicevo prima di investire su di sé. Di tenere un piede già verso il proprio futuro.

Direi che la scintilla che porta gli studenti a scegliere di entrare in una Junior Enterprise si riassume tutta nel voler fare questo passo in più.

 

ENTRARE IN UNA JUNIOR ENTERPRISE FA CURRICULUM?

“Fare curriculum” è un modo poco elegante per dire “fare esperienze professionalizzanti”. Entrare in una Junior Enterprise è un’esperienza professionalizzante. Basti pensare che, in quanto associazioni/aziende, abbiamo dei clienti: veri clienti che si aspettano da noi servizi da fornire con serietà. Altrimenti si rivolgono a qualcun altro, e non possiamo permettercelo.

Quindi, potrei dirvi di sì, che fa curriculum, e sarebbe vero. Ma anche riduttivo, e meritate di meglio. Le Junior Enterprise hanno tre punti di forza che è difficile trovare in qualunque altra esperienza che “fa curriculum”.

  • Le Junior Enterprise sono fatte per essere parte integrante della vita universitaria. Niente orari d’ufficio: si va a lezione, si lavora, si studia. Le Junior Enterprise si aggiungono a quello che tutti facciamo già, senza doversi sostituire a nulla. Lavorare in una Junior Enterprise impiega tempo? Sì. D’altronde, non ci eravamo promessi che quest’anno non avremmo perso tempo? Questo è il modo migliore per investirlo.
  • Nelle Junior Enterprise puoi scegliere quali competenze sviluppare. Dato che è difficile sapere da adesso quello che faremo in un mondo del lavoro che cambia continuamente, la scelta migliore è lavorare su un profilo professionale flessibile ed unico nel suo genere. C’è tutto il tempo per provare più aspetti dello stesso lavoro e per mettere in pratica le cose che si imparano con lo studio, prima di concludere “questa è la mia strada“.
  1. Le Junior Enterprise sono sempre più riconosciute, in Italia e in Europa. Se pensate che aggiungere la voce “lavoro in una Junior Enterprise” sul curriculum possa suscitare gli sguardi perplessi del recruiter, vi sbagliate. Sempre più aziende investono sui ragazzi delle Junior Enterprise. E quando aziende del calibro di PwC o Vodafone, entrambe nostre partner, investono su qualcosa lo fanno perché possono contare su un buon ritorno. Del resto, il miglior biglietto da visita che possiamo avere per il mondo del lavoro è dimostrare che siamo persone che hanno voglia di fare.

 

E SE NELLA MIA UNIVERSITÀ NON CI SONO JUNIOR ENTERPRISE?

Se una Junior Enterprise non c’è, la si può sempre fondare. Da questo punto di vista, JADE Italia, la Confederazione Italiana delle Junior Enterprise, ha intenzione di moltiplicare i suoi sforzi per sostenere gli studenti che intendono fondare una Junior.

Fondare una Junior Enterprise, del resto, è una grande esperienza formativa. E si sa che le migliori opportunità nascono sempre da una mancanza. Bisogna avere grandi capacità manageriali: scegliere un team, comunicare agli studenti le nuove opportunità che stanno per nascere nella loro Università, creare un’Associazione che sappia continuare negli anni ad offrire servizi sempre crescenti nella qualità e nel numero.

Per chi fosse in cerca di informazioni su come fondare una Junior Enterprise, segnalo questo articolo. E soprattutto, consiglio gli aspiranti founder di contattare subito JADE Italia, in modo da avere sin dall’inizio tutto il nostro supporto.

 

COME ENTRARE IN UNA JUNIOR ENTERPRISE

Le Junior Enterprise aprono a nuovi iscritti due volte l’anno: in autunno e in primavera. Ciò vuol dire che il primo periodo di recruitment è alle porte. Le Junior italiane si stanno già organizzando: sarebbe una buona idea, quindi, seguire le pagine della Junior Enterprise della vostra Università.

Come si entra in una Junior Enterprise? Ciascuna Junior ha la propria procedura, è meglio vedere caso per caso. Però, se avete seguito quello che ho detto finora, c’è una cosa su cui ho insistito particolarmente: le Junior Enterprise sono una realtà che incoraggia a coltivare ciascuno le proprie specificità.

Il che si traduce sostanzialmente in tre consigli:

  • Mai pensare a priori che il vostro profilo non sia adatto: limiti e punti di forza sono le due facce della stessa medaglia, è solo questione di capire quale sia la vostra specialità;
  • Mai, mai e ripeto mai pensare a “come vendersi”. Le cose si vendono, le persone si fanno conoscere. Quindi, meglio essere sinceri su quello che siete e che sapete o volete imparare a fare, di una perfezione stereotipata (come il classico “Dimmi un tuo difetto” “Sono troppo perfezionista in tutto quello che faccio”) non se ne fa niente nessuno;
  • Ricordare che entrare in una Junior Enterprise serve anzitutto a fare un’esperienza di crescita. Meglio, quindi, avere dall’inizio un’idea di cosa si vuole imparare, per poi darsi la possibilità di ampliare le proprie vedute. In questo modo si può star certi che si porteranno a casa un bel po’ di nuove competenze. Chi, invece, cerca di entrare solo per collezionare voci sul curriculum senza voler imparare nulla sta solo perdendo tempo.

 

QUAL È LA TUA STORIA?

La conclusione ideale per questo articolo sarebbe la storia di tutti gli studenti che hanno scelto di entrare in una Junior Enterprise – di fare quel famoso passo in più.

Potrei, tanto per conoscerci meglio, raccontarvi la mia. Triennalista in Lettere Classiche (una facoltà in cui molti studenti temono, secondo me a torto, di rimanere esclusi dal mondo del lavoro), con una passione per la Retorica che mi porto dietro da quando ero ragazzino.

Due anni e mezzo fa entrai in JECatt, la Junior Enterprise dell’Università Cattolica di Milano. Lì ho avuto la fortuna di trovare un’Area Comunicazione dinamica ed aperta all’apporto di tanti profili diversi. Io con le mie competenze e altri ragazzi dal background diverso con le proprie abbiamo lavorato, e siamo cresciuti, insieme, sul piano professionale e anche su quello personale.

Ciò che più mi sono portato dietro dalla mia esperienza in una Junior, è che ognuno di noi ha una sua traiettoria. Non sempre la riconosciamo e a volte ci sembra che una traiettoria non ci sia affatto, ma non è così. Bisogna mettersi in gioco per imparare a conoscersi. E bisogna aver presente quello che si sa e che si vuole fare, per poter dare il massimo, individualmente ed insieme ad altri.

Così, spero che il mondo delle Junior Enterprise si arricchisca di sempre più storie, di sempre più talenti.

E a quelli che vorranno entrare in una Junior Enterprise quest’anno: un grande in bocca al lupo!

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.