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INNOVAZIONE: NON PARLIAMONE TANTO, MA MEGLIO

Come probabilmente ricorderete, al JIOM 2017 organizzato da JEBO parleremo di innovazione.

Personalmente, la cosa non può che farmi piacere. Da una parte, infatti, trovo il tema dell’innovazione uno dei più interessanti da affrontare, nelle sue innumerevoli declinazioni. Dall’altra, mi dà il la per una riflessione che vorrei fare con voi. Anche parlare d’innovazione, infatti, ha i suoi lati “d’ombra”.

Piano piano, proprio per l’importanza del tema, l’innovazione è diventata un po’ come la frittura: qualunque cosa, se “condita” con la parola innovazione, sembra una coraggiosa scelta di management. Poi magari è del tutto irrilevante o campata per aria, o è una cosa vista e rivista come le repliche di Law&Order, ma intanto, ehi, innovazione. Così, visto che l’innovazione è un trend topic, tutti ne parlano, e finiscono per banalizzarla.

Il punto è che di innovazione si parla tanto. Secondo me, invece, dovremmo parlarne meglio.

 

MA COS’È L’INNOVAZIONE…

Come concetto, innovazione ha un significato estremamente semplice. Migliorare le condizioni presenti in un certo momento facendo qualcosa che non era stato mai fatto prima. Può essere un’invenzione, e allora parleremo di innovazione tecnologica, ma può anche riguardare il versante organizzativo. Può partire da un movimento culturale, o da un piccolo cambiamento che dà origine a una catena di novità.

Quello che mi piace di più del concetto di innovazione è pensare che essa nasca sempre da un’innovazione precedente.

Mi spiego. Viene inventato qualcosa: diventa un’innovazione. Ma poi inizia a nascere il bisogno di qualcosa di ancora migliore, e nasce un’altra innovazione. E così via, in un ciclo continuo.

Come tutte le cose, anche l’innovazione ha le sue regole. Ne indicherei due.

La prima: non si finisce mai di innovare. Non è mai esistita un’innovazione tale da non poter più essere superata, quindi la partita è sempre aperta. Una cosa funziona benissimo nel momento in cui è stata introdotta ma, a distanza di qualche tempo, non basta più.

La seconda: non si può non innovare. È una cosa naturale. Parafrasando un vecchio proverbio, finché c’è vita c’è innovazione; viceversa, organizzazioni ed imprese che rimangono chiusi all’innovazione finiscono per sparire, o per doversi adeguare a fatica e tardivamente.

 

…E PERCHÉ PARLARE SERIAMENTE DI INNOVAZIONE?

Innovatori possiamo, e anzi dovremmo, esserlo tutti. Innovatori di quello che ci pare: progettando una startup, o inventandoci un modo diverso di compiere il nostro lavoro. Il vero problema, è che di innovazione si parla come di una cosa che piove dall’alto, quando invece ciascuno di noi è già di per sé un innovatore.

Infatti, anche le innovazioni più grandi partono dall’idea di un singolo o, al massimo, di un piccolo gruppo di innovatori. Cos’hanno di straordinario gli innovatori? Tutto e nulla. Possiedono una risorsa: un modo unico e specifico di vedere le cose. Un mix di conoscenze ed esperienze che li hanno portati a vedere opportunità dove altri non le vedevano. Cosa che in realtà possediamo tutti, ciascuno a modo proprio. Come dicevo appunto, siamo tutti innovatori.

Ecco perché dobbiamo parlare seriamente di innovazione. Finché per innovazione intenderemo la <<figata di successo>>, come vorrebbe certa paccottiglia ispirazionale che circola sul web, rimarremo legati ad una visione decisamente banalizzante.

 

LA DOMANDA È: CHE INNOVATORE SEI?

Domanda da un milione di dollari, ma penso sia la premessa migliore per parlare di innovazione.

Consideriamolo un esercizio pre-meeting: pensare a cosa portiamo di nuovo nel nostro lavoro.

Innovatore è chi ha una propria filosofia, un modo diverso di guardare le cose.

Innovatore è chi non è soddisfatto di qualcosa e non si dà pace finché non l’ha cambiata.

Innovatore è chi preferisce sbagliare 99 volte per trovare la propria strada solo al centesimo tentativo, anziché seguire la pista di qualcun altro. E innovatori siamo noi delle Junior Enterprise, alle prime esperienze ma proprio per questo più decisi

Dato che al JIOM si parlerà di innovazione, andiamoci da innovatori.

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.