JIOM 2017: IL PM LORENZO ZORZI CI RACCONTA IL BACKSTAGE

Per iniziare a raccontare la storia di questo progetto, è imprescindibile per me fare un passo indietro e identificare il suo perché nel momento in cui si trova JEBO Consulting adesso.

Il JADE Italia October Meeting di quest’anno è avvenuto in un momento critico della Junior, che in certi versi temevamo sin dall’inizio delle nostre attività: quando il turnover sarebbe stato completo, quando tutto l’organico dei nostri Soci sarebbe stato rinnovato. E così, un anno dopo la conferma a Enterprise, con un commiato dalle vecchie leve e un grande impegno delle nuove, abbiamo simbolicamente passato il testimone, portando per la prima volta JEBO a contribuire concretamente al network italiano. Volevamo stimolare un pensiero che fosse rilevante, profondo e multidisciplinare, un messaggio che con una sola frase potesse identificare in tutti noi il moto che è lo spirito imprenditoriale del guardare in avanti, il quale un po’ caratterizza il capitolo della nostra vita in cui prendiamo parte a una Junior Enterprise.

Breakthrough – Shaping The Future è più di una buzzword, è più di un termine che vuole dire tutto, e al contempo niente: parliamo delle svolte vere, riconosciamo i cambiamenti sociali avvenuti nel passato e i loro risvolti nell’impresa, e li rileggiamo in chiave futura. Mi trovavo in Argentina per un semestre quando ho proposto a una squadra di nuovi Soci, i quali mai avevano partecipato ad un meeting, di portare al network un meeting che fosse indimenticabile, significativo e rilevante. In seguito ad un univoco “Sì”, sapevamo che avremmo dovuto rimboccarci le maniche.

In JEBO, così come nella vita, la soluzione spesso e volentieri è stata un buon bilancio tra organizzazione metodica e, dove possibile, indipendenza: responsabilità e autosufficienza tra collaboratori vogliono dire libertà di intraprendere il proprio ruolo e aiutare quando necessario. Il primo passaggio, fondamentale, è stata la divisione delle attività: memore delle mie partecipazioni a tutti gli eventi nazionali dall’istituzione di JEBO a initiative, in occasione del JIOM 2015, abbiamo organizzato una riunione di briefing sulla struttura ed i contenuti di un meeting, per poter formalizzare una mappa di quali requisiti soddisfare e quando, dividere ogni compito e suddividerci in sottogruppi che si sarebbero poi concentrati nella loro area di expertise. Dopotutto, una volta che il problema è stabilito chiaramente, tutto ciò che manca è l’esecuzione. 

La visione era chiara: un evento che potesse essere identificativo per ciascun partecipante, un’occasione di formazione e attualità, ma anche di convivialità e divertimento. Ecco dunque l’equilibrio tra un’accurata selezione di relatori coerenti al tema dell’innovazione, passando dalla blockchain con EY e le biotecnologie all’imprenditoria al femminile; un team building che divertisse e che unisse nel centro pittoresco di Bologna, e delle serate a dimensione di JIOM. Non sono mancati gli imprevisti e le fortune: come squadra, si deve sempre vivere i momenti migliori come un successo condiviso, e ragionare rapidamente su come rovesciare le situazioni avverse. Queste ultime non sono mai arrivate quando avremmo voluto; i compromessi e i sacrifici pertanto fanno parte del gioco, e come tale vanno presi.

Non è sfuggita ovviamente la parte più “istituzionale” del meeting, in cui ci siamo dovuti interfacciare con i modi e i tempi più appropriati all’interlocutore. Il minimo comune multiplo che unisce tutte queste occasioni e che è sempre bene far proprio è l’empatia: l’intelligenza emotiva è il fattore che pende l’ago della bilancia nelle relazioni con clienti, fornitori e sponsor, spesso in maniera più rilevante della conoscenza e delle nozioni più meccaniche.

La soddisfazione più grande è stata osservare, lavorando sempre in remoto ed essendo sempre in contatto con la squadra, come molti dei Soci più recenti abbiano trovato nel JIOM un’occasione per fiorire all’interno dell’associazione, affilare il proprio potenziale e trovare una piattaforma per dargli sfogo nella maniera più inclusiva e soddisfacente. Ho imparato che la motivazione, la chiarezza e un senso di responsabilità possono fare la differenza tra un evento sui generis e un evento di successo. E’ sempre importante essere pronti a far fronte a qualsiasi richiesta: in un’economia di servizi come questa, è imperativo non scendere mai a compromessi e garantire sempre il massimo possibile della qualità al cliente, cercando di favorire qualsiasi bisogno o richiesta.

Personalmente, mi congederò da JEBO serenamente, con la certezza che sarà in grado di proseguire a prescindere da chi la guida, grazie ad una squadra piena di energia, iniziativa, e motivazione. E’ il lavoro di tutti i giorni che riflette la dedizione verso l’associazione e il network, e nonostante fosse chiaro dall’inizio che la strada sarebbe stata in salita sino all’ultimo, abbiamo sempre ricordato come ciascun contributo fosse importante e prezioso; la sinergia di tutta la squadra è stata veramente maggiore della somma dei singoli, e per questo non posso che dire grazie, a chi ha lavorato con me e a chi ha partecipato: il JADE Italia October Meeting è stato un banco di prova per un’associazione rinnovata, un’emozione fortissima nella realizzazione ed una esperienza strabiliante di crescita e condivisione col network.

lorenzo zorzi

Lorenzo M. Zorzi Chiarioni è laureato in Business and Economics presso l’Università di Bologna, e adesso frequenta il Master in International Management della IE Business School di Madrid. Lorenzo ha co-fondato JEBO Consulting nel 2015, ricoprendo il ruolo di presidente durante il primo anno e quello di responsabile commerciale nel secondo; è stato, inoltre, Project Manager del JADE Italia October Meeting 2017.