turin cybersec hackathon

Il Turin CyberSec Hackathon di JEToP conquista (virtualmente) Torino

Nessuno, attraversando Piazza San Carlo o il Parco del Valentino, potrebbe immaginarlo. Ma in questo apparentemente normale weekend del 25 e 26 novembre si sta combattendo una battaglia per la conquista di Torino. Una battaglia invisibile, o meglio digitale, a conclusione del Turin CyberSec Hackathon organizzato dai nostri colleghi di JEToP, la Junior Enterprise del Politecnico di Torino.

Un grande evento sulla Cyber Security presso il Toolbox Coworking con il patrocinio del Politecnico di Torino e la collaborazione di partner illustri quali KPMG e Shielder – Web development & design. I partecipanti, oltre 130 studenti o semplici appassionati di informatica, hanno dovuto superare una prima fase di training sabato 18 ed un test, per poi accedere alla sfida “Capture the Flag” che si concluderà oggi pomeriggio.

 

PER GIOCO MA NON TROPPO: LE RAGIONI DELLA CYBER SECURITY

Il Turin CyberSec Hackathon è certo una sfida all’insegna della sportività, ma quando si parla di Cyber Security c’è poco da scherzare.

Qualcuno lo ha chiamato cyberspazio, quel mondo invisibile che corre sulle reti virtuali, ma in realtà è qualcosa di molto meno astratto. È uno spazio su cui ci troviamo tutti, come semplici fruitori, e di cui ci serviamo continuamente. E poi c’è chi di questo spazio conosce le regole e possiede, in un certo senso, le chiavi: gli hacker.

La “battaglia tra hacker” organizzata da JEToP è già qualcosa che succede su larga scala. Molto larga: basti pensare all’uso strategico di cyberattacchi, con diffusione di notizie segrete che mettono in crisi interi governi. O al rischio, da parte delle aziende, di perdere dati sensibili sulle proprie operazioni o sui clienti.

Un tema quindi, quello della Cyber Security, che occuperà sicuramente il posto d’onore in ogni dibattito. Sull’informatica e non solo. Insieme alla necessità di tutelare persone, imprese ed enti pubblici in una dimensione, quella virtuale, che diventa sempre più “reale”, ovvero più influente su ciò che succede nella vita di tutti i giorni.

 

IL TURIN CYBERSEC HACKATHON: DALLA TEORIA…

Ed eccoci quindi al Turin CyberSec Hackathon. È stato pensato come una full immersion nel mondo della sicurezza informatica, ma non senza un occhio di riguardo per la sua dimensione “Torinese: come racconta il PM Matteo Defilippi, “questo evento riesce a coniugare uno dei temi informatici più popolari al momento e la storia della città di Torino (l’assedio del 1706) nella quale si svolge; da studente di ingegneria e torinese occuparmene è stato un onore.”

Gli hacker sono partiti da una prima fase formativa, il 18 novembre, chiamata “BOOTSTRAP: From Zero To Hero”. Questa prima parte ha avuto l’obbiettivo, come spiega sempre Matteo, di “uniformare le competenze: sarebbe stato difficile per i partecipanti meno esperti competere non ad armi pari.” Ma visto il calibro dei relatori, questa giornata di formazione avrà dato agli hacker in lizza diversi spunti da utilizzare anche dopo il Turin CyberSec Hackathon.

Hanno infatti introdotto al tema della Cyber Security alcuni mentor di KPMG, Pasquale Vinci, Dario Amoroso e Luca Pezzolla, ex presidente di JEToP. Delle questioni tecniche, invece, hanno parlato i professionisti di Shielder, Abdel Adim Oisifi  e Paolo Giai.

 

…ALLA BATTAGLIA: CAPTURE THE FLAG

I 60 hacker che hanno superato un task intermedio sono poi confluiti nelle due squadre che si contenderanno la città di Torino nella seconda parte dell’hackathon. Una sfida di tipo “Capture the Flag”, in cui ciascuna squadra dovrà “conquistare” le posizioni occupate dall’altra. Lo schema è semplice: la squadra rossa attacca, la squadra blu difende. Ad ogni quartiere di Torino corrisponde una “macchina virtuale”, un software che i concorrenti dovranno riuscire ad hackerare (o a riparare, se si troveranno nel ruolo di difensori).

La sfida degli hacker continuerà fino alle 18:00 di oggi, quando verranno decretati i vincitori del Turin CyberSec Hackathon. Così, mentre aspettiamo curiosi l’esito finale dell’hackathon, non possiamo non complimentarci con i nostri colleghi JEToP per il lavoro svolto.

 

UN’OPPORTUNITÀ PER IL NETWORK

Non è d’altronde la prima volta che JEToP si cimenta nell’organizzazione di grandi eventi sulla tecnologia, come il WTT o ThinkUp for Disability, entrambi accomunati dall’idea di una tecnologia che entra nelle nostre vite e le cambia. Ovviamente, in meglio.

Del resto, il fatto che nel nostro network siano disponibili anche conoscenze di questo tipo, grazie alla specializzazione di JEToP nell’ambito informatico e tecnologico, rappresenta una vera fortuna per noi. Soprattutto nell’ottica di quella circolazione delle competenze che vogliamo tutti vedere in continuo aumento.

È infatti conoscenza comune che di queste competenze non si potrà fare a meno. L’intrecciarsi di virtuale e reale, di cui parlavo all’inizio e a cui JEToP ha ispirato il suo Capture the Flag, non è certo un espediente narrativo. È un dato di fatto. Uno di quei cambiamenti che portano alle grandi evoluzioni delle attività umane.

Come network, quindi, siamo soddisfatti due volte: la prima, per la buona riuscita del Turin CyberSec Hackathon. La seconda, perché una Junior Enterprise dimostra di incarnare perfettamente quello spirito innovativo che ci contraddistingue. Ancora complimenti a JEToP!

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.