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Il Made in Italy che compete (e vince): il caso Dalter

Quante volte ci sarà capitato, al supermercato, di preferire prodotti locali rispetto a quelli stranieri? Specialmente con il cibo, uno dei punti focali della nostra cultura. E a maggior ragione con un particolare tipo di alimento di cui molti di noi non riescono a fare a meno.

Sto parlando del parmigiano reggiano, ottimo da solo o grattugiato sulla pasta. Ed è di parmigiano che si occupa Dalter. Fondata nel 1978 da un gruppo di imprenditori emiliani, è la prima azienda specializzata nella grattugia di formaggio fresco rivolta a clienti come catene della grande distribuzione organizzata, private labels, industrie e servizi di HO.RE.CA..

Sin dalla sua nascita Dalter si è dimostrata particolarmente aperta al cambiamento, investendo continuamente in ricerca e sviluppo e introducendo sul mercato innovazioni sia di prodotto che di processo. Ma la prima, grande svolta è avvenuta nel 2005 quando, per soddisfare le esigenze qualitative dei clienti inglesi, iniziò un processo di integrazione a monte acquistando un’azienda agricola casearia e diventando effettivamente produttrice di formaggio. Con l’acquisizione di atri tre caseifici negli anni successivi, Dalter riesce a produrre autonomamente la quantità necessaria per soddisfare la sua domanda, controllando il processo produttivo a monte.

Questo modello è stato mantenuto facilmente grazie alla “conquista” e fidelizzazione dei suoi fornitori attraverso una logica win-win, che permette a questi ultimi di far parte di una filiera integrata – con tutti i vantaggi che ne derivano, come lo smobilizzo immediato del latte a condizioni di favore – e all’azienda di godere di una fornitura garantita di latte.

Per quanto riguarda i rapporti a valle, in quanto azienda protettrice del Made in Italy, Dalter si è trovata in difficoltà nei rapporti con gli importatori e gli acquirenti dall’estero, dovendo risolvere problemi principalmente legati alla cultura alimentare degli acquirenti. Avendo una cultura alimentare diversa dalla nostra, non è scontato che gli stranieri consumino formaggio con le stesse modalità o nelle stesse quantità di noi italiani. Se si aggiungono poi i costi in tempo e denaro necessari per informarli che il parmigiano reggiano è diverso dagli altri formaggi grattugiati presenti nel mercato, vuoi per differenti caratteristiche di produzione o per la sua qualità superiore, l’investimento di Dalter nei rapporti con la clientela è stato significativo.

Da qui ad una seconda rivoluzione della filiera il passo è stato breve: nel 2008, con l’ingresso nel capitale sociale di un importatore spagnolo, inizia un processo di integrazione a valle attraverso l’internazionalizzazione dei canali distributivi in Europa e America. In questo modo l’azienda è riuscita ad ottenere una filiera integrata completamente, dal produttore al fornitore, e a garantire anche all’estero un prodotto di alta qualità.

L’approccio vincente di Dalter è quindi incentrato sull’integrazione completa della filiera e sull’innovazione tecnologica. Certo, è un’azienda piccola e con un campo d’azione molto ristretto, ma questo fatto gioca a loro favore nelle relazioni con i fornitori e i clienti.

Dalter è così un chiaro esempio di come il Made in Italy non deve temere di competere anche sui mercati più grandi. Specialmente nel settore alimentare, come dovremmo ricordarci ogni volta che ci sediamo a tavola.

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