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Cosa impari delle Junior Enterprise dopo averle raccontate un anno

Un anno e una manciata di giorni fa usciva il mio primo articolo sul blog di JADE Italia (che, se volete, potete trovare qui). Da quella volta, mi sono occupato di raccontare il network delle Junior Enterprise come copywriter. Ed ora, dopo un anno di articoli, vorrei approfittare di questo nostro appuntamento settimanale per fare una riflessione.

Per raccontare qualcosa devi conoscerla, ma è anche vero che raccontandola la conosci più a fondo. E, conoscendola più a fondo, capisci in cosa risiedono le sue forze e le sue debolezze. Vorrei provare a disegnarvi una mappa di quello che, in base alla mia esperienza, ritengo dia valore al concetto di Junior Enterprise.

 

UN ANNO DOPO, SEMPRE LA STESSA DOMANDA

Del resto, il tema del mio primo articolo era Perché scegliere le Junior Enterprise, e doveva essere una presentazione di quello che siamo e di quello che facciamo.

Ogni tipo di articolo abbia scritto finora, in fondo è stato una risposta alla stessa domanda. Sotto una diversa angolazione, certo. Ma che stia raccontando un evento, una novità in JADE Italia, o finanche una semplice opinione, il punto è proprio questo: raccontare un’unica storia.

Perché? Perché è una storia che vale la pena di far conoscere, e perché la raccontiamo onestamente, da studente a studente, da coetaneo a coetaneo. Abbiamo le stesse paure e le stesse speranze, sia pure sotto forma di obbiettivi diversi. Se è vero, come credo sia vero, quel principio magico più antico di qualunque filosofia, che “Il tutto è maggiore della somma delle sue parti”, c’è una storia più grande di tutte le storie che, da un anno a questa parte, vi ho proposto su queste righe.

Ed è in questa storia che risiede l’efficacia del concetto di Junior Enterprise.

 

<<PERCHÉ NON PARLI?>> 

Secondo un famoso aneddoto, quando Michelangelo finì di scolpire il Mosè esclamò stizzito “Perché non parli?”: pur nelle sembianze di una figura perfetta, il marmo non aveva la voce. Noi non saremo perfetti come il Mosè, ma la voce l’abbiamo eccome. E, se succede che gli studenti ci ascoltino, vuol dire che con questa voce sappiamo usare le giuste parole.

Le parole che usiamo sono importanti, anzi: la realtà non è che le parole che usiamo per raccontarla. Per questo motivo è fondamentale che le Junior Enterprise sappiano raccontare la propria storia in modo da rispondere ai bisogni degli studenti. O meglio, raccontare noi stessi per prospettare ad altri studenti, che sono chi ci sta veramente a cuore, l’opportunità che le Junior Enterprise rappresentano per loro.

L’opportunità che, del resto, hanno rappresentato per noi.

Dietro le nostre necessità di marketing c’è chiaramente un progetto, un’idea da far conoscere. E sono idee di grande forza, senza le quali non riusciremmo a raccontare quello che facciamo con la stessa efficacia.

 

JUNIOR ENTERPRISE: QUEL JUNIOR CHE CAMBIA TUTTO

È vero che le Junior Enterprise siano aziende di consulenza gestite da studenti. Ma, come dice la parola stessa, il fatto che siamo studenti viene prima del fatto che siamo aziende. E quella storia che fa da ponte tra noi e i nostri interlocutori è una storia di studenti.

È una storia di crescita, di miglioramento. Partire da una certa condizione e arrivare ad un’altra. Partire dai talenti e dalle conoscenze che si possiedono e migliorarli. Il traguardo alla fine del percorso è essere pronti a voltare pagina. Con una maggiore consapevolezza di cosa renda ciascuno di noi unico.

Non si tratta, sicuramente, di imparare un lavoro. Esistono altri modi per farlo, ed in ogni caso il mondo del lavoro cambia così velocemente da rendere molto difficile per noi stare al passo. Si impara ad essere la versione migliore di noi stessi.

Come tutte le storie nasce da una mancanza che fa paura. La paura è sempre la stessa per tutti, il non aver chiaro quante e quali siano le proprie capacità. Ecco perché la parola Junior è forse più importante della parola Enterprise: non la pretesa di essere perfetti, ma il desiderio di perfezionarsi.

 

UNA STORIA, MOLTI CAPITOLI

In questa storia ci sono molti capitoli, e molti personaggi. Ogni Junior Enterprise, con le proprie particolarità e i propri campi di specializzazione, scrive la propria parte. E ogni singolo Junior Entrepreneur, con quello che fa, contribuisce al crescere di questa storia. Gli eventi che ho avuto il piacere e l’onore di raccontare mi hanno portato a conoscere la grande diversità che c’è all’interno del nostro network. E, di conseguenza, la sua ricchezza.

Come JADE Italia, in questo periodo, stiamo cercando di aggiungere tasselli importanti alla nostra storia. Uno tra tutti, il riconoscimento giuridico, che porterà all’attenzione delle Istituzioni le nostre idee e il nostro progetto formativo per gli studenti. E sarà a sua volta un nuovo capitolo, un mondo completamente nuovo da conquistare con le nostre storie.

Anche il network delle Junior Enterprise, come i suoi componenti, cresce, si perfeziona. È un continuo divenire, e i risultati che abbiamo raggiunto oggi non sono che la premessa di risultati migliori da raggiungere domani. Ogni cosa che facciamo deve essere vissuta come un nuovo capitolo di una storia che, come tutte le storie, non si ferma mai.

E che, sono sicuro, ci riserverà ancora molte sorprese.

Carlo De Nicola, 24 anni. Attualmente scrivo per il blog di JADE Italia ed  ho lavorato nella comunicazione in JECatt – Junior Enterprise Cattolica da maggio 2016. Triennalista in Lettere Classiche ed ora studente di Comunicazione d’Impresa, sono un grande appassionato di retorica antica, ma anche delle forme più moderne di comunicazione.