WWW-JEMIB

WWW: la ricerca del lavoro ai tempi di Internet

Torino, 14 aprile. In collaborazione con JEToP, JET ESCP Europe e JADE Italia, JEMIB ha organizzato un evento presso Rinascimenti Sociali, realtà torinese attorno alla quale orbitano alcuni tra i più importanti eventi di imprenditorialità, sul tema della ricerca del lavoro. Relatori dell’evento Matteo Ercole e Barbara Gentile, professionisti Head Hunter ed esperti del settore HR. Durante la mattina si è parlato di Web Reputation e, in particolare, del ruolo che giocano i Social Network come LinkedIn nella ricerca del lavoro. Nelle ore pomeridiane i partecipanti hanno avuto la possibilità di simulare colloqui di gruppo.

L’organizzatrice dell’evento Daniela Scoz spiega: « Organizzare un evento come WWW è stato importante per un duplice motivo, da una parte ci ha dato la possibilità di collaborare con persone provenienti da diverse realtà, conoscendo più da vicino altre JE e allargando così nostro Network; dall’altra ci siamo interfacciati con Head Hunters di alto livello, che ci hanno fatto riflettere su come potenziare al meglio il nostro personal branding, a partire dall’utilizzo quotidiano dei Social Network. A questo proposito ci tengo a ringraziare Matteo Ercole e Barbara Gentile per la loro disponibilità e professionalità».

Le ricerca di lavoro online

Una volta erano gli annunci sul giornali, oggi sono i post pubblicati sui social network. Il mondo è cambiato nel corso degli anni e con esso si sono evolute le modalità di ricerca del lavoro e di selezione. Internet e i social network sono diventati ormai lo strumento principale per la presentazione e la ricerca di opportunità lavorative. È quindi interessante per il candidato capire come ragiona chi deve valutare il suo profilo e allo stesso tempo riuscire a percepire quali sono gli elementi che hanno valore per il selezionatore. Quel che è rimasto immutato rispetto al passato è il valore attribuito dal recruiter al percorso accademico e all’esperienza professionale, ma c’è anche un notevole interesse per la personalità del candidato e per le sue soft skills. Un punto su cui gli HR insistono molto è l’analisi della motivazione di chi si candida a ricoprire un determinato ruolo, è quindi bene non farsi trovare impreparati.

Un primo approccio che il selezionatore ha con il candidato è il suo profilo LinkedIn. Infatti, un candidato con un profilo ben curato, attivo e con partecipazioni a discussioni costruttive risulta più appetibile rispetto ad una persona che non cura il proprio profilo o le cui pubblicazioni esulano dal fine di un social network come LinkedIn. Gli altri social più celebri, ad esempio Facebook, Twitter e Instagram, non sono dedicati alla ricerca del lavoro, ma possono essere usati da chi deve scegliere il candidato per far emergere le sue competenze trasversali. La capacità di promuovere se stessi e la propria immagine viene comunemente denominata personal branding, ossia una sorta di marketing in cui il prodotto da valorizzare è la persona stessa.

Nel pomeriggio i partecipanti sono stati divisi in gruppi e hanno sperimentato due tipologie di colloquio molto diffuse. La prima tipologia prevede un contesto noto,  ad ogni partecipante è assegnato un ruolo con un obiettivo da raggiungere.  Tutti devono discutere per arrivare ad una decisione comune per la risoluzione del problema. Ogni partecipante deve, a turno, argomentare il suo punto di vista, facendo attenzione alla gestione del tempo che ha avuto a disposizione. La decisione finale non è giusta o sbagliata, bensì il risultato dell’accordo di tutti i candidati.

La seconda, invece, si basa su di un contesto utopico nel quale bisogna decidere fra due strategie (salvarsi subito o sopravvivere dopo un evento drammatico) e riordinare di comune accordo un certo numero di oggetti per ordine di importanza. La discussione non ha turni prestabiliti, ma è compartecipata da tutti i candidati.


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Alessio Colella, classe 1994.
Studente di Ingegneria Gestionale e giornalista pubblicista, ho lavorato per JEToP.
Amo raccontare tutto ciò che mi circonda.