Come innovare in una Junior Enterprise? – JECatt e R&D

Prima di entrare nel merito di come una Junior Enterprise può innovare ed innovarsi, è bene fare luce sul significato dell’innovazione – termine spesso oggetto di controversie.

Questo articolo coincide con la fine di una sessione di esami che ha visto come ultimo protagonista proprio “Innovation and R&D Management”. Forte della conoscenza acquisita – si spera – cercherò di seguito di dare una risposta al titolo di questo ambizioso scritto.

Comunemente, il termine innovazione può riferirsi sia a modifiche radicali (telefono fisso vs mobile) che incrementali (macchina tradizionale vs macchina elettrica) a prodotti, processi o servizi.

Spesso l’obiettivo non detto dell’innovazione è risolvere un problema o un’esigenza, non quello di creare una mera invenzione. Infatti, pur portando entrambi i termini con loro l’idea di novità, l’innovazione, al contrario dell’invenzione che non necessariamente arriva sul mercato, punta ad una applicazione o ad un utilizzo concreto. Si può arrivare quindi a definirla come: la commercializzazione dell’invenzione stessa, poiché il processo innovativo si conclude con l’arrivo sul mercato – in senso lato – di un nuovo prodotto, processo o servizio (incrementale o radicale che sia).

L’innovazione, inoltre, si distingue in “aperta” o “chiusa” (termine coniato dal Professor Henry Chesbrough, Berkley University, The era of open innovation, 2003). L’innovazione chiusa si basa sull’idea che essa richieda completo controllo e possesso della proprietà intellettuale, di conseguenza ricerca e sviluppo sono svolte internamente. L’innovazione aperta, invece, pone le basi sulla condivisione di know-how e sulla collaborazione tra risorse interne ed esterne (per esempio progetti di innovazione come quelli intrapresi da Starbucks e Lego [1]) per implementare processi interdisciplinari, nuovi processi produttivi e competere in un mercato che sta diventando sempre più integrato e specializzato nei singoli elementi che compongono la catena del valore di Porter [2].

Ora che abbiamo definito cosa è innovazione, possiamo passare al concetto di Ricerca e Sviluppo (R&D), che è l’attività principe dell’innovatore. Abbiamo determinato precedentemente che questa attività può essere esclusivamente interna oppure aprirsi a stakeholder esterni. Per quanto concerne le Junior Enterprise, vi chiederete, come sono strutturati i team di innovazione? Sono chiusi o aperti? E perché?

Le JEs [3], così come, più in generale, le società di consulenza, hanno la particolarità di offrire servizi estremamente personalizzati, sulla base delle richieste dei propri clienti. Ciò implica l’impossibilità di coinvolgimento di tali soggetti esterni nella strutturazione della proposta loro rivolta. Si tratta perciò di una innovazione chiusa, che si sviluppa tramite la composizione di un team ad hoc all’interno dell’azienda stessa.

In particolare, in JECatt l’attività di innovazione è iniziata nel 2017 con il pensiero di creare una task force che potesse sviluppare l’Associazione dall’interno, grazie all’esperienza di Associati senior. Questo processo è stato ponderato a lungo, sfociando nel primo trimestre del 2018 in un percorso di introspezione, per comprendere non solo i valori che caratterizzano JECatt, ma anche la fattibilità e l’utilità di questo team di ricerca e sviluppo: “JECatt Innovation. Tramite il supporto di un consulente esterno, una delle risposte allo studio effettuato è stata la nascita di un dipartimento vero e proprio: R&D.

Di cosa si occupa, quindi, quest’Area innovativa?

Il suo obiettivo è quello di massimizzare l’efficienza dei processi interni alla Junior e, dall’altra parte, aumentare la qualità dei progetti svolti.

Nei primi mesi di attività si è deciso di aprire il dipartimento con una selezione: ogni candidato era tenuto a presentare una strategia, nella forma di un progetto (da sviluppare individualmente o in team) che volgesse ad uno degli obiettivi sopracitati. Sono stati prodotti finora due progetti, che hanno avuto uno sviluppo di 3 mesi ciascuno e che sono integrati stabilmente nella vita associativa.

Il primo ottimizza il passaggio di conoscenze progettuali, tramite la creazione di un “Project Manager Kit” (a.k.a. Modello Picaro) incentrato sulle analisi di mercato, mentre il secondo rappresenta un’interfaccia, similare a BlackBoard (portale universitario), nella quale ogni socio può avere una overview sulle performance associative.

Fino a poco tempo fa, l’area R&D vedeva la presenza di due Associati senior e nel prossimo futuro l’organico sarà aumentato per un totale di 4 studenti-consulenti. La struttura del lavoro prevede una strategia comune che si declina in diversi progetti individuali per arrivare ad ottenere in maniera soddisfacente gli obiettivi di crescita in efficienza e qualità a cui il dipartimento ambisce dalla sua costituzione.

L’essenza di una Junior Enterprise è quella di coltivare Junior Entrepreneur e questa Area è l’espressione massima dell’imprenditorialità e del learning by doing, essenza del nostro movimento.

Essere un consulente significa lavorare per un cliente, mentre essere imprenditore significa lavorare sia per il cliente che per la crescita della propria azienda.

[1] https://ideas.starbucks.com/ , https://ideas.lego.com/

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Porter

[3] Junior Enterprise.


Giulia Campanati, International Manager e R&D consultant, 23 anni e studentessa di Economics and Management